Thursday 09 September 10 - 23:40

Hockey Svizzera / Lega chiusa?
Il maggiore campionato professionistico del mondo non prevede rerocessioni. Questione di strategie di ampio respiro per impostare sul medio periodo programmi importanti di rafforzamento e qualità superiore.
Scrivevo in tempi non sospetti (commento alla chiusura dei Mondiali di Berna e Kloten, sul comportamento della Svizzera): "Come uscire dunque dall’empasse? Non sta a me stilare delle ricette. Posso solo azzardare un elemento di discussione: allargare la concorrenza per creare più giocatori con personalità. Come fare? Si potrebbe provare ad aumentare il numero delle squadre in NLA (due in più, quelle che vorrebbero arrivarci, di fatto), eliminando la retrocessione (almeno per qualche anno) e obbligando le compagini a schierare (minutaggio alla mano!) più giocatori nostrani. Per evitare un livellamento verso il basso, l’apporto di uno straniero per squadra in più garantirebbe tecnica e velocità adeguate per ogni compagine. Oggi come oggi, tolti portieri e stranieri, il bacino nel quale pescare gli effettivi per la Nazionale è costituito da 180 giocatori circa. I venti di buon livello, hanno, come diceva il buon Andreas Wyden, "da dormire sonni tranquilli".
Seppure lasciando sullo sfondo il problema della rappresentativa Nazionale, mi pare che le considerazioni emerse nell’intervista al Presidente della Lega, Werner Augsburger, confermino quanto palesato. In più aggiungo: lo impone il portafoglio (non si può continuare a dissanguarsi per salvare una stagione disastrata per evitare la retrocessione), lo impongono strategie di ampio respiro per impostare sul medio periodo programmi di rafforzamento, altrimenti destinati a rimanere pie illusioni.
Come si accenna, la proposta potrebbe essere valutata con un periodo di prova (almeno tre/quattro anni per una valutazione adeguata degli effetti), consentendo a chi, dalla NLB, leggi in primis Losanna ma forse anche il La Chaux-de-Fonds, se in grado di mettere a disposizione mezzi e risorse proporzionate all’impegno, di accedere da subito, o in un secondo momento, alla lega sperimentale chiusa.
Nessuno, alzi la mano chi lo prevedeva, si aspettava una crisi economica come quella nella quale stiamo faticosamente cominciando a muovere timidi passi verso la risalita. Questo vuol dire che risorse da buttare alle ortiche non ce ne sono, e non ce ne saranno per qualche tempo! Perché, chi si trova in una situazione sfavorevole (si chiamino ingaggi non azzeccati, infortuni, o quanto si voglia) dovrebbe dissanguarsi per approdare al rattoppo "pronto e subito" per salvarsi dalla retrocessione (male ancora peggiore, perché significherebbe ulteriori pesanti perdite economiche, se non la completa chiusura!) quando sarebbe più logico "risparmiare" risorse ed utilizzarle meglio domani?
Mi limito ad un esempio: il Langnau (così non si dirà che parliamo sempre dei soliti noti). Che la situazione economica non sia florida è sotto gli occhi di tutti. Con la Lega chiusa, avrebbe potuto comodamente cedere in prestito i giocatori migliori per riaverli, magari già il prossimo campionato, per formare una rosa più competitiva. Invece, quest’anno alla canna del gas, la stagione prossima ancora peggio perché, con i chiari di luna, i più talentuosi si sono accasati altrove, e tanti saluti.
Inutile parlare di inserire i giovani promettenti: lo possono fare le grosse compagini che, tanto, nella regular-season, non hanno problemi. Chi naviga con l’acqua alla gola (e gli allenatori, di conseguenza, hanno la panchina traballante sotto i piedi) necessita di fare punti: come può un giovane avere tempo e modo di crescere e imparare se, stasera, domani e dopo dobbiamo vincere a tutti i costi? Non mi si venga a dire che lo spettacolo ne risentirebbe: si possono trovare mille correttivi per mantenere alta la competitività fra le squadre. Del resto il maggiore campionato del mondo non ha retrocessioni. Non mi pare siano partite di basso livello!

ALBERTO POSSIERI