Thursday 09 September 10 - 23:45

Juve, la brutta addormentata
Fallimento sul piano tecnico e dirigenziale, le figuracce si moltiplicano, una squadra modesta e incapace di reagire, una caduta libera che pare far male solo alle tante schiere di tifosi bianconeri.
E sette!! Settima sconfitta su venti partite di campionato per la Juventus di Ciro Ferrara targata Blanc-Secco. Seconda sconfitta consecutiva, che porta ad un bilancio a dir poco pessimo di tre punti nelle ultime cinque partite o addirittura di sei punti nelle ultime sette gare disputate.
Un fallimento totale dal punto di vista tecnico e dirigenziale, sotto l’occhio di tutti i tifosi juventini che di domenica in domenica vedono la propria squadra fare figuracce su tutti i campi d’Italia; ma non solo, visto, è bene ricordarlo, che la Juventus di Ferrara-Secco-Blanc è anche riuscita nell’impresa di non passare il turno dei gironi di qualificazione di Champions League.
Così dopo aver regalato sorrisi al pubblico di Palermo, Cagliari e Bari, la banda bianconera di coach Ferrara è riuscita a dare gioia per la prima volta in dieci anni anche ai supporters del Chievo Verona, in quella che unitamente alle débacle interne contro Napoli, Catania e Milan porta a sette il numero delle sconfitte in campionato dei bianconeri.
Una Juventus incapace di reagire e di dare una minima continuità di risultati: alla sconfitta di Cagliari ha fatto seguito la vittoria sull’Inter, ma poi ecco la débacle interna con il Bayern Monaco che costa la qualificazione agli ottavi di Champions League e le sconfitte con Bari e Catania per finire nel peggiore dei modi il 2009. Il 2010 si riapre con la vittoria di Parma e con le sconfitte contro Milan e Chievo, nel giro di una settimana che aveva visto la Juve superare il Napoli per 3-0 in Coppa Italia.
Una Juventus precipitata al quinto posto in classifica a meno tredici punti dall’Inter, a meno sette dal Milan (per ora, visto che in caso di vittoria rossonera nel recupero contro la Fiorentina potrebbero salire a dieci i punti di distacco dalla formazione di Leonardo), a meno due dalla Roma di Ranieri e a meno uno dal Napoli. Quinto posto con a ridosso, nel giro di soli tre punti sotto, Palermo, Cagliari e Fiorentina.
Una caduta libera che sembra fare male solo ai tifosi bianconeri, ancora numerosi sulle gradinate del Bentegodi di Verona, a dimostrare il loro attaccamento ed amore ai colori sociali e alla maglia bianconera. Incitando i propri giocatori a tirare fuori gli attributi e ad essere leoni in campo, sostenendo la squadra e cercando nella libertà più assoluta di far conoscere a tutti il loro malcontento nei confronti di Ciro Ferrara (fischiato dalla curva bianconera alla lettura delle formazioni), di un impresentabile Felipe Melo, di un Alessio Secco reo insieme a Blanc di rappresentare una dirigenza che in ottica mercato e campagna acquisti ha sbagliato nel giro di tre anni quasi tutte le mosse fatte.
Fosse malata, la Juventus potrebbe reagire; invece la squadra schierata e vista in campo è ahinoi in un coma quasi irreversibile, incapace di reagire e di dimostrare con i fatti che i "siete ridicoli", "andate a lavorare" e "vergognatevi" a loro indirizzati dai supporters bianconeri non siano meritati. Una verticalizzazione di Paolucci e due conclusioni a rete,una su punizione di capitan Del Piero ed una di testa di Cannavaro: questo quanto dimostrato a livello di gioco dalla Juventus di Ferrara a Verona.
Poco, anzi pochissimo direte o penserete. Nulla direi io, aggiungendo che è un nulla irriguardoso e di presa in giro verso chi ama e soffre per una Juventus che in campo oltre a non avere una minima idea del gioco, non lotta, non suda e non corre per una maglia, che indossarla dovrebbe essere un onore e non un un obbligo per dimostrare di avere timbrato un cartellino, che nel più economico dei casi vale mille euro al giorno e non mille euro al mese.
Dignità, rispetto, attaccamento alla maglia. Questo chiedevano i tifosi bianconeri sulle tribune del Bentegodi di Verona, ricevendo in cambio l’ennesima delusione e presa in giro da parte di una squadra che pare priva di colonna vertebrale, di un allenatore che sino a ieri parlava ancora di scudetto e di una dirigenza capace di riportare a casa il solo Paolucci, lasciando Lanzafame a Parma ed Ekdal a Siena.
Nomi tutt’altro che altisonanti e di richiamo mediatico, ma sentori di una situazione tragicomica in casa Juventus che dopo avere speso quasi cento milioni di euro per comprare Andrade, Almiron, Tiago, Poulsen, Felipe Melo e Diego pare non ritrovarsi più un euro da investire per evitare un fallimento chiaro, da due mesi a questa parte, a tutti coloro che masticano di calcio.

DANIELE AMADASI