Tuesday 07 September 10 - 04:33

Vecchia Signora al capolinea
Blanc, Secco, Ferrara: dal presidente all'allenatore la necessità di un abbandono di una società in piena crisi.
Capolinea Juventus.
Dirigenti ed allenatore sono pregati di scendere dal treno bianconero, rimettendo i loro mandati.
Per rispetto nei confronti dei milioni di tifosi juventini, letteralmente
sfiniti dal vedere scempi della loro amata squadra, uscita umiliata in
campionato già cinque volte contro Palermo, Napoli, Cagliari, Bari e
Catania ed eliminata in maniera altrettanto pessima e prematura dalla Champions League.
Senza remore alcune bisogna dire che la colpa di questo fallimento, rappezzata in parte sul finire dello scorso campionato con il ritardato esonero di Claudio Ranieri, è tutto a carico di una dirigenza e delle sue lacune nel mondo del pallone. Una cosa è la gestione economica, del marketing e dell’informazione; un’altra cosa è la gestione tecnica, tattica e delle operazioni di mercato.
Fallimenti sul fronte acquisti che in questi ultimi tre anni si contano ben oltre le dieci dita delle due mani, con Felipe Melo ultimo in senso cronologico e surclassato nel gioco addirittura da quel Poulsen che in estate per rimanere a Torino aveva rifiutato tutte le offerte pervenute per la sua cessione.
Un fallimento che ha coinvolto in pieno anche Ciro Ferrara, che da semplice traghettatore si è ritrovato alla guida di una macchina troppo complicata rispetto alla sua esperienza di solo secondo allenatore della Nazionale. Un conto è fare il vice di un selezionatore, un altro fare l’allenatore con la quotidianità di una stagione.
Ed in tal senso sarebbe risultato certamente meno rischioso l’arrivo di Antonio Conte, giovane ma già allenatore e con esperienze più che buone ad Arezzo e Bari, piuttosto che inventarsi un allenatore ex novo. Ferrara è amato, ha orgoglio da vendere, ma dovrebbe capire che abbandonare la nave già alla deriva non risulterà un gesto visto male, bensì sarà un bene che darà ad una squadra bisognosa di cambiare pagina, con un nuovo allenatore (l’ideale sarebbe stato Spalletti, finito però ad allenare a San Pietroburgo) e con una nuova dirigenza, perché oltre a Ferrara e considerando la già messa da parte di Cobolli Gigli dovrebbero dare le dimissioni anche Blanc e Secco. Dirigenza che invece anche ad evidente fallimento continua a dare fiducia a Ferrara per non ammettere le sue colpe.
La Juventus ha bisogno di dirigenti che sappiano di calcio, che sappiano difendere una società alla quale hanno tolto due scudetti a seguito di una condanna forzata relativa ad una sola stagione.
La Juventus ha bisogno di un allenatore che sia in grado anche di difendere e non solo attaccare all’arma bianca prendendo incredibili reti nei minuti finali ed in contropiede, come nel caso di Napoli, Cagliari e Catania, oppure di evitare amnesie, come impedire che venga calciata all’improvviso una punizione che mette un avversario davanti alla porta oppure di vedere, manco fossero replay, serie di reti subite con traversone sul secondo palo come contro Napoli, Bologna, Chievo e con la difesa juventina della Nazionale inesistente.
La Juventus per il suo bene ha bisogno che sotto l’albero di Natale ci siano le dimissioni con scuse per i loro errori nell’operare di Blanc e Secco e delle dimissioni di Ferrara, al quale va comunque il giusto riconoscimento per avere fatto il massimo a fronte del suo limite tattico e tecnico.

DANIELE AMADASI