Tuesday 07 September 10 - 04:06

Doppio concerto imperdibile

Esibizione torinese al Lingotto del grandissimo direttore Valery Gergiev e serata beethoveniana imperniata sulla Settima sinfonia.

Due concerti molto accattivanti, da segnalare per bravura degli interpreti e scelta dei programmi, sono in programma giovedì 17 dicembre al Lingotto di Torino e, sempre il 17, all’Auditorium Rai sempre di Torno con replica il 18.
Il primo fa parte della stagione "I concerti del Lingotto" e vede esibirsi la London Symphony Orchestra,una delle più prestigiose e antiche orchestre del mondo, diretta da Valery Gergiev, grandissimo direttore alla guida delle maggiori orchestre del pianeta tra cui Wiener Philharmoniker, Orchestra del Teatro Mariinskij, Rotterdam Philharmoniker, e naturalmente la LSO, di cui è direttore stabile dal 2007.
Gergiev è un direttore osannato dal pubblico e dalla critica per il suo modo intenso di dirigere e completamente immerso nella musica. La London Symphony - che è stata diretta anche dal "nostro" Abbado dal 1979 al 1988 e da Colin Davis dal 1995 al 2006 - nacque nel 1904. Il programma di questa esibizione torinese, tutto dedicato al ‘900, prevede: Ravel con "Pavane pour une infante défunte", a seguire Stravinskij con "Jeu de cartes", si prosegue poi con il Concerto per oboe e piccola orchestra in re maggiore di Richard Strauss, oboista Emanuel Abbühl, seguito da Debussy con "Jeux - poème dansé"; in chiusura lo stranoto "Boléro" di Ravel. Il tutto all’Auditorium del Lingotto con inizio alle 20.30.
Giovedì 17, invece - alle 20.30 in Auditorium Rai, con replica l’indomani alle 21 - il secondo concerto della settimana prevede un programma tutto dedicato a Beethoven con l’esecuzione della Messa in do maggiore op. 86 per soli coro e orchestra ad opera della Sinfonica Nazionale della Rai, direttore Rafael Frühbeck de Burgos, Coro filarmonico Ruggero Mughini di Torino. In chiusura la Settima Sinfonia, spesso offuscata o considerata "minore" rispetto alle più famose Quinta e Nona. Essa è caratterizzata da un misticismo e una gioia che culmina nell’ultimo movimento, l’Allegro con brio, attraversato da un ritmo vorticoso che, al termine, spesso, nelle esecuzioni dal vivo lascia agli spettatori una adrenalinica gioia.
Sicuramente proprio questa è stata la percezione che ha portato Wagner a definire questa Settima "l’apoteosi della danza". Buon ascolto.

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