Tuesday 07 September 10 - 04:38

Benati: "Con Castagnetti, il nuoto italiano movimento di vertice"

Dopo la scomparsa del grande c.t. azzurro, analisi del consigliere nazionale della FIN sulla situazione del nostro nuoto, ma anche in controluce della pallanuoto.

Incontro con Marco Benati (foto in alto) che da un anno è consigliere nazionale della Federnuoto, con responsabilità specifica sull’organizzazione dei contatti verso le FIN regionali. Un colpo d’occhio sul nuoto italiano dopo la scomparsa di Alberto Castagnetti (lo ricordiamo nella foto in basso), il grande tecnico azzurro timoniere da oltre vent’anni del nostro nuoto e creatore di un movimento che ha conquistato, e proprio in quanto movimento, posizioni altissime nelle corsie mondiali.
"Castagnetti ha avuto una militanza alla guida delLA nazionale di 22 anni, dall’88 era commissario tecnico del nuoto azzurro - ricorda Benati - Era eccezionale prima di tutto come uomo: sensibilità, qualità psicologiche, comprensione dei problemi degli atleti. Il tutto alla base della sua competenza tecnica che si è andata accrescendo più che in ogni altro c.t. Negli ultimi dieci/quindici anni toccò i vertici, specie poi da Sidney 2000 con il doppio oro sui 100 e 200 rana di Domenico Fioravanti e l’oro di Massimiliano Rosolino sui 200 misti".
Prima di questa esplosione dell’intero movimento, il nuoto italiano viveva di individualità: di vertice, eppure sempre e solo individualità.
"Prima c’era Giorgio Lamberti, nostro campione tra la fine degli anni ’80 e gli anni ’90. Avevamo Lamberti, punto e basta: un grandissimo atleta, oro nei 200 stile ai Mondiali di Perth ’91, ma il risultato importante era appunto di un solo atleta. Dal 2000 si comincia a raccogliere la semina fatta, e si va avanti fino ad oggi. Gli ultimi Mondiali di Roma sono stati estremamente positivi per tutto il nostro movimento, importanti per quantità e qualità di risultati e medaglie: nuoto, tuffi, sincronizzato. In controtendenza solamente la storia della pallanuoto, nei momenti che contavano siamo andati male perdendo gli incontri determinanti; ora il nuovo grande obiettivo per la rinascita sono le Olimpiadi 2012 di Londra, lì si punta che anche la pallanuoto possa rientrare tra le prime quattro squadre, come è sua tradizione".
E poi Novella Calligaris, e Klaus Di Biasi e Giorgio Cagnotto nei tuffi.
"La nostra storia, prima della grande epoca Castagnetti, è stata fatta soprattutto dalla Calligaris con l’argento e i due bronzi alle Olimpiadi di Monaco ’72, poi la medaglia d’oro con record del mondo ai Mondiali di Belgrado 1973 dove coglie anche due bronzi, e ancora l’anno successivo agli Europei un argento e un bronzo. Klaus e Giorgio sono i grandi dei tuffi: Klaus è argento dalla piattaforma di 10 metri a Tokyo ’64, quindi oro a Città del Messico ’68 a Monaco ’72, a Montreal ’76. A livello di nuoto ricordiamo che erano anche gli anni della Germania Est…..con tutti gli annessi e connessi. Noi eravamo complessivamente di un livello natatorio non di eccellenza. Il nostro momento comincia ad alzarsi notevolmente dall’88 in avanti, con gli ultimi dieci anni da élite".
Quale è stata la forza tecnica determinante di Castagnetti?
"Era un c.t. che allenava, non era un semplice selezionatore. Nel nuoto, essere selezionatore sarebbe più facile, vedi i migliori e li scegli. Alberto era un coach, allenava gli atleti e li portava ai grandi risultati".
Il successore?
"La Pellegrini ha espresso la sua idea, ha detto che la scelta migliore per lei sarebbe Stefano Morini, assistant-coach di Castagnetti, coach dell’Ispra Nuoto tra le massime società italiane. Un allenatore che con Castagnetti ha dato molto, un’impronta, alla Nazionale, e a Federica stessa. La decisione definitiva deve però essere ancora presa dalla Federazione, con Merini ci sono altri due o tre nomi in corsa per prendere il posto importantissimo, da super-direttore sportivo, che è stato di Castagnetti, per tenere in alto il valore tecnico dei nostri nazionali. La comunicazione ufficiale sarà, a giorni, della Federazione".
I prossimi appuntamenti-chiave?
"Nei tuffi, gli Europei di Istanbul 2010. Per la pallanuoto lasciatemi solo rammentare un grandissimo allenatore come Ratko Rudic che oggi guida la Croazia: furono anni per la pallanuoto azzurra indimenticabili, un altro numero uno come è stato Castagnetti. Adesso alla guida del Settebello c’è Sandro Campagna che è molto bravo, fu giocatore con Ratko e campione del mondo, quindi suo vice-allenatore: sta lavorando bene per la rinascita, perché i risultati della pallanuoto da qualche anno sono stati i peggiori di sempre. Londra 2012 è l’obiettivo della risalita tra le grandi. Nel nuoto avremo, tra i momenti più vicini, il "6 Nazioni" giovanile a Novara, quindi sempre a Novara gli Assoluti seniores e la finale a Biella della Coppa Caduti di Brema".

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