Friday 10 September 10 - 00:28

Cunego e Basso non bastano, annata senza Giri né classiche

Il ciclismo italiano chiude una stagione in chiaroscuro; bene nel complesso le squadre, dalla Diquigiovanni-Androni alla Lampre e alla Liquigas.

Manco una classica quest’anno centrata dal ciclismo italiano. Né tanto meno una delle tre massime corse a tappe. Tanti gli squassi da doping o presunto doping patiti tra la passata stagione e questa che si conclude, da Riccardo Riccò a Rebellin a Danilo Di Luca, fino a Ivan Basso rientrato dopo due anni di stop e comunque con un’annata sicuramente di rilancio che lascia intuire un 2010 potenzialmente di assoluto vertice, quale il corridore della Liquigas è in grado per classe sicura di regalarci.
Al Giro un brillantissimo Di Luca non è riuscito a scalfire un Menchov in formato Indurain; al Tour, magnifico Vincenzo Nibali del team Liquigas settimo a Parigi e eccellente in montagna il compagno di squadra Pellizotti che ha chiuso con la maglia a pois; alla Vuelta dominata da Alejandro Valverde abbiamo avuto un Damiano Cunego che ha colto due tapponi fondamentali e Ivan Basso che ha lottato come un leone fino all’ultimo ma ancora senza stacchi determinanti sia in salita sia a cronometro. "Dei grandi big è l’unico che può dire di aver fatto due grandi Giri a grandi livelli ¬- ha detto di Basso il suo preparatore Aldo Sassi, direttore del Centro Sportivo Mapei - Ha ottenuto in pratica due quarti posti, anche se per la sua potenza era molto più rassicurante il tracciato del Giro. Si deve lavorare ancora un po’ nelle cronometro, dove Ivan in pratica ha perso quasi tutto il tempo. Ma io resto molto fiducioso".
Nella seconda parte della stagione, il Mondiale di Mendrisio ha messo in mostra un Cunego battuto da Cadel Evans, mentre il Lombardia ha dato il là ad un grande Philippe Gilbert che ha fulminato allo sprint di una ruota sul Lungolago di Como il sempre decisivo iberico Samuel Sanchez. Gilbert ha collezionato, con il Lombardia, la Parigi-Tours (battendo Boonen) e il Giro del Piemonte, è finto terzo al Fiandre, quarto alla Liegi e all’Amstel Gold Race. La sua équipe, la Lotto, ha raccolto il Mondiale, la Parigi-Tours e il Lombardia. Cunego è sempre stato lì nelle posizioni dove si facevano i giochi finali, ma sempre gli è mancato l’"assolo".
E dunque, ciclismo italiano tagliato via dalle lotte decisive, nei Giri come nelle classiche. Questo a livello di punte massime, perché poi tra le maglie del lungo calendario abbiamo avuto risultati confortanti: dal Team Lampre, dalla Liquigas, dalla Amore&Vita e dalla Diquigiovanni-Androni, che con l’undicesimo posto di Leonardo Bertagnolli al Giro di Lombardia ha chiuso una stagione agonistica che l’ha vista spesso protagonista su ribalte internazionali.
Gianni Savio team manager della Diquigiovanni (che vediamo a destra nella foto con le "forze" portanti della sua squadra, puntata sul notevole Scarponi e sulla giovane rivelazione Ginanni) ha commentato: "Abbiamo ottenuto trentatré successi, ma la vittoria più importante è certamente rappresentata dal quattordicesimo posto nella classifica a squadre finale del Calendario Mondiale UCI. Siamo orgogliosi di questo risultato che consideriamo l’espressione del lavoro di un gruppo unito in tutte le sue componenti, dagli sponsor al personale, passando per corridori, tecnici e dirigenti. Con Marco Bellini sto allestendo per il 2010 una formazione che riteniamo potrà essere nuovamente competitiva".

cerca