Friday 10 September 10 - 00:30

Québec e Montreal, storica rivalità hockeystica che forse rivedremo

Montreal, dall'alto delle 24 Stanley Cup conquistate, ha sempre guardato con superiorità i "piccoli cugini" di Québec City.

Anche se la metropoli Montreal, dall'alto delle sue 24 Stanley Cup, ha sempre guardato con diffidenza i "piccoli cugini" di Québec, questi ultimi sono rimasti impressi nella storia dell'hockey moderno, vuoi per le loro acerrime sfide con i Canadiens ma soprattutto perché la loro comparsa nel grande hockey ha letteralmente sconvolto in positivo un'intera regione. La loro breve ma fulminante storia ha sollevato un entusiasmo che all'epoca ha contagiato l'intera nazione e incuriosito pure gli appassionati europei di hockey ghiaccio.
Quebec hockeysticamente nacque nel 1911 con gli As di Quebec. Nel 1930 avvenne la costruzione del mitico Coliseè Pepsi. Dopo varie vicissitudini tra cui il gigantesco incendio del 1949, alla regione simbolo dell'hockey non "bastavano" le imprese dei Canadiens, la gente della vecchia capitale voleva assolutamente un team in grado di competere ad alti livelli, erano finiti i tempi in cui i giocatori di Quebec servivano solo da serbatoio naturale per Montreal. Quindi nel 1968 Marius Fortier e Jean-Marc Bruneau furono i promotori del progetto Remparts; con 1000 dollari a testa fondarono la società Colibec e Bruneau divenne il primo presidente ufficiale. Il loro primo proposito fu quello di cambiare l'immagine dell'equipe, e quale migliore occasione di un concorso popolare? Concorso che al termine vide scegliere il nome Remparts.
Per iniziare alla grande, la dirigenza ottenne dai diavoli rossi dei Rangers di Drummondville un tale chiamato Guy Lafleur (foto sopra), probabilmente l'ala sinistra più forte della storia dell'hockey assieme al russo Mikhailov; fu lui a dare il definitivo lancio alla grande avventura di Quebec. Se il primo anno si concluse "solo" con la sconfitta in finale contro gli Junior dei Canadiens di Verdun, la voglia di rivalsa sfociò alla grande negli anni successivi: nonostante la partenza del capitano Guy Lafleur a Montreal, i Remparts vinsero tre Memorial Cup consecutive, battendo tra l'altro gli acerrimi rivali di Montreal a Toronto: sede strana direte voi, ma naturale, considerando la rivalità estrema con i cugini; all'epoca queste gare finivano generalmente con risse gigantesche tra i giocatori e, udite udite, ...pure tra i tifosi, quindi per tutti questi motivi la lega costrinse le due squadre a disputare le ultime due finali in una sede diciamo neutra.
Dopo i successi arrivarono gli anni bui, che culminarono con la sparizione dalla scena hockeystica alla fine della stagione 1984-85. Città che nonostante la scomparsa dei Remparts poté gioire alla grande con la squadra maggiore dei Nordiques, nata nel 1980 tramite gli "intrallazzi" economici e societari del presidente Marcel Aubut, che portò subito Quebec nella lega maggiore. Sin dall'inizio le ottime possibilità economiche della dirigenza portarono all'acquisto dei primi desparecidos dell'Est, i fratelli Peter Stastny (foto in basso) e Anton Stastny, arrivati nell'agosto del 1980: la loro classe, unita alle prodezze dei locali Bouchard, Richards e Cotè, portò i Nordiques alla soglia del paradiso, per due volte arrivarono ad un passo dalle finali di Nhl, strada che fu sbarrata sempre dagli acerrimi nemici di Montreal.
Le semifinali del 1985 e del 1987 rimasero nella storia di tutti gli appassionati d'hockey, in particolar modo la settima e decisiva gara del 22 maggio 1985 conclusasi con la vittoria per 3 a 2 dei Canadiens, partita bellissima e giocata con i nervi a fior di pelle, che vide mezzo Canada incollato alla televisione.
I magici momenti continuarono con l'arrivo dell'idolo di casa Joe Sakic, nella stagione 91-92 i Nordiques poterono contare su una linea d'attacco mostruosa (Sakic-Lindros-Sundin e Kamienski), ma alcuni infortuni eccellenti e la troppa pressione da parte dei media vietarono ai giglio-celesti la grande conquista. Questa fu l'ultima stagione da primattori e dopo 5 anni di anonimato arrivò la seconda "tragedia", quando la proprietà dei Nordiques decise di spostare la propria franchigia a Colorado. La "vecchia capitale" accolse incredula e amareggiata la notizia, seguirono numerose manifestazioni dei tifosi che organizzarono bandi e fondi per aiutare la squadra....ma nonostante la sollevazione popolare dell'intera città, l'hockey a Quebec aveva detto la classica parola...FINE!!.

(1-continua)

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