Thursday 09 September 10 - 23:37

Meglio la passione o una soluzione razionale?
Tradimento, passione e poca razionalità: fin dal titolo "Una soluzione razionale", di Jörgen Bergmark preme l’acceleratore sull’ironia, mescolando commedia e dramma.
Erland ha una vita tanto normale da rasentare la noia. Vive in una piccola città svedese, lavora nella locale cartiera e conduce, insieme alla moglie May, dei seminari per coppie sui problemi matrimoniali nella chiesa pentecostale. A rompere gli equilibri ci pensa il suo migliore amico Sven-Erik e soprattutto sua moglie, la sensuale e avvenente Karin.
Tra Erland e Karin, durante una festa, scoppia un'attrazione fatale e la situazione ben presto diventa insostenibile. Abituato a dispensare consigli alle altre coppie in crisi, Erland riunisce tutti i protagonisti intorno a un tavolo nell’intento di trovare la "soluzione razionale" che dà il titolo al film del regista svedese Jörgen Bergmark, autore anche della sceneggiatura. E dunque: tutti insieme appassionatamente, nella stessa casa, creando una sorta di comune con precise regole di comportamento.
Fin dai primi attimi di convivenza è chiaro che la soluzione sarà stata sì razionale, ma poco funzionale alla soluzione dei problemi. La tranquilla routine casa-chiesa-lavoro viene bruscamente interrotta. Da una parte Erland e Karin consumano in camera da letto rumorosi amplessi (malgrado una delle regole detti il silenzio) dall’altra Sven-Erik e May, i traditi, trascorrono le loro notti insonni accampati su divani e brandine in attesa di un improbabile ritorno alla normalità.
Epperò è chiaro che anche la persona più progressista e disponibile di fronte ad una situazione tanto insolita fa emergere il peggio di sé. Così in una lenta discesa verso il masscro dei sentimenti, Erland mette a nudo il proprio lato più opportunista, Karin si rivela incapace di affrontare la smarrita sofferenza del marito, May usa la forzata cortesia come un’arma capace di ferire nel profondo.
Bergmark mette in scena un film di taglio teatrale, in cui c’è un po’ di tutto: rabbia, frustrazione, sarcasmo e fuga. In crisi di mezza età, questi giovanili cinquantenni si muovono in un mondo ipocrita e in una società in cui l’apparente libertà di pensiero nasconde pulsioni che lo stesso regista mette alla berlina con folgoranti dialoghi e situazioni grottesche. Di razionale c’è ben poco nel confronto tra i quattro protagonisti, tutti interpretati molto bene da un casti di attori consumati, che danno volto e voce a personaggi complessi.
Un film gradevole e intelligente, 98 minuti sospesi tra dramma e commedia (ma senza la comicità che il trailer suggerisce). La curiosità dello spettatore, però, alla fine sarà soddisfatta e, senza svelare l’epilogo, si può dire che anche se prevedibile, la "soluzione razionale" avrà alcuni inconsueti risvolti.