Tuesday 07 September 10 - 04:25

Svizzera hockey / La difficile situazione dell'Ambrì
Dopo un avvio di massimo campionato promettente, la squadra di Laporte naviga nelle parti basse della graduatoria. Urge un'inversione di rotta.
Cambiano gli allenatori, i dirigenti, i giocatori, ma in Leventina nubi nere si avvistano all’orizzonte. L'Ambrì, dopo il successo nella prima giornata contro i cugini del Lugano, ha inanellato una serie di risultati negativi e si trova ora nei bassifondi della classifica solamente con il modesto Langnau e il deludente FR Gottèron dietro a chiudere la graduatoria.
I "top" e i "flop" della compagine leventinese: tra i migliori, il portiere Thomas Bäumle, ripresosi dal grave infortunio della passata stagione a Rapperswil; il difensore della nazionale ceca Zdenek Kutlak, leader della retroguardia dell’HCAP, e Erik Westrum, che si sta portando addosso tutto il peso o quasi della croce dell’attacco biancoblu. Tra i peggiori, sicuramente Dave Schneider, il difensore americano voluto fortemente dall’allenatore Benoit Laporte, è l’oggetto misterioso del mercato dell’Ambrì 2009-2010, e a distanza altra grossa delusione è Kirby Law che nelle speranze di tutto l’ambiente biancoblu doveva essere la giusta spalla di Erik Westrum. La coppia di stranieri d’attacco non è nuova a giocare insieme, ma Law non ha iniziato nel migliore dei modi la stagione e, complice un taglio alla mano, non ha reso come nelle attese.
Ricordiamo che nel roster dell’Ambrì c’è ancora Noah Clarke, "fenomeno" ereditato dalla sfortunata "éra Harrington", ora all’Asiago, e già fatto esordire in campionato per sopperire all’assenza momentanea di Kutlak. Questo ha fatto sì che si è sprecato un bonus per gli stranieri. In Svizzera sono consentiti fino a un massimo di otto stranieri, anche se in pista possono scenderne solamente quattro. L’Ambrì può ancora tesserarne al massimo tre, e poiché si cerca di tenere le ultime opzioni prima dei playoff crediamo che lo staff tecnico si muoverà con una certa oculatezza nel mercato.
Il resto della squadra lotta, s’impegna fino all’ultimo, ma manca la concretezza e soprattutto il power-play è inesistente, e su questo aspetto bisognerà lavorare sodo perché con una rete a partita è difficile vincere e arrivare di conseguenza ai playoff.
Il bilancio delle prime otto giornate è deficitario, perché due vittorie e sei sconfitte, una delle quali ai rigori contro il Langnau, portano ad una previsione di un inevitabile e rischioso playout. La formazione di Laporte gioca bene contro avversari di valore, vedi le vittorie contro il Lugano e il GE Servette o le sconfitte contro Berna e Zugo, ma trova difficoltà a imporre il proprio gioco contro avversari dello stesso valore o più deboli come Bienne o Langnau. La settimana scorsa doveva essere decisiva con almeno sei punti da conquistare, e invece ne è arrivato uno solo che ha fatto scivolare in classifica la squadra bianco blu.
I prossimi impegni dell’Ambrì non saranno dei più semplici, poiché venerdì si recherà all’Hallenstadion di Zurigo dove si incroceranno i bastoni con i campioni d’Europa degli ZSC Lions, reduci anche dalla prestigiosa Victoria Cup contro la storica compagine NHL dei Chicago Black Hawks, mentre il giorno dopo alla Valascia arriveranno i campioni svizzeri in carica del Davos di Arno Del Curto.
Ci vorranno due match al 110% per invertire il trend negativo di questo ultimo periodo.