Tuesday 07 September 10 - 04:19

Cunego in forma smagliante per il Mondiale di Mendrisio
La Nazionale azzurra del ct Franco Ballerini, da tre anni campione del mondo con Bettini due volte e Ballan, come sempre tra le grandi favorite nella estremamente impegnativa corsa iridata in Ticino.
Il ct azzurro Franco Ballerini ripresenta alla corsa iridata di domenica a Mendrisio, nella Svizzera ticinese, un’Italia fortissima e compatta, una nazionale importante tanto nel gruppo quanto nelle punte-leader. Ballerini in quanto ct nazionale viene da tre Mondiali vinti di fila, Paolo Bettini nel 2006 e 2007 a Salisburgo e Stoccarda e Alessandro Ballan nel 2008 a Varese, primo davanti a Damiano Cunego; inoltre vanta come commissario tecnico anche un quarto titolo iridato, quello di Mario Cipollini a Zolder nel 2002.
A Mendrisio i corridori incontrano uno dei circuiti più impegnativi da anni: dapprima la salita di 1600 metri che attraversa il centro di Mendrisio per arrivare allo strappo dell’Acqua Fresca a 780 metri di altitudine con pendenze oltre il 10%; quindi la seconda asperità, la Torrazza di Novazzano, 1750 metri con pendenze sempre sul 10% (nel Mondiale del 1971 qui fu il centro di una delle più epiche battaglie tra Felice Gimondi e Eddy Merckx che poi si laureò iridato). Tracciato dunque assai duro, senza tregua, 262 chilometri con un dislivello totale di 4655 metri.
La nazionale iberica, come insieme, si mostra ancora una volta la rivale più accreditata e accesa degli azzurri, a partire da Valverde e Sanchez il trionfatore di Pechino olimpica. E poi le punte sparse in diverse nazionali, dal lussemburghese Andy Schleck agli ucraini e russi, ai tedeschi, magari ancora al rossocrociato Fabian Cancellara che ha fatto suo l’iride nella cronometro con una media favolosa di 51,580 km/h (quinto il nostro Marco Pinotti). Volti anche di nazionali relativamente nuove, al di là delle classicissime, storiche pattuglie belghe (attenzione però specie al vallone Gilbert), francesi e olandesi.
Noi partiamo con un Damiano Cunego che alla Vuelta ha rivelato una forma super, con due vittorie in attacco solitario sulle ascese dell’Alto de Aitana e a La Pandera, 9 chilometri di salita con pendenze massime del 16%. Sono buonissime notizie. La Lampre dovrebbe avere in corsa, accanto a Cunego e all’iridato in carica Ballan, anche Bruseghin e Santambrogio.
Molta attenzione merita poi Michele Scarponi della Diquigiovanni-Androni (che presenta ben 5 suoi corridori in questo Mondiale: oltre all’azzurro Scarponi, Rubens Bertogliati tra gli svizzeri, Josè Serpa nella selezione colombiana, Carlos Ochoa e Jackson Rodroguez nella nazionale venezuelana accompagnati dal commissario tecnico Gianni Savio, il gm della Diquigiovanni-Androni che vediamo a sinistra nella foto con Scarponi), vincitore in questa stagione della Tirreno-Adriatico e di due tappe al Giro. E ancora naturalmente avremo Ivan Basso (il gioiello della Liquigas-Doimo) e Stefano Garzelli (grande veterano della Acqua%Sapone-Caffè Mokambo), da entrambi c’è da aspettarsi una corsa di punta assoluta.
"Sono pronto come del resto tutta la squadra che mi sembra in gran forma. Il circuito mi piace molto nel complesso, anche se è molto duro e impegnativo anche perché andrà ripetuto tante volte», ha dichiarato Basso. Per quanto riguarda Garzelli, Ballerini gli ha dato il ruolo di "regista". Dice: «Ho il vantaggio di conoscere molto bene le strade su cui si corre: bisogna fare attenzione soprattutto alla salita di Novazzano, vicina all'arrivo e durissima, dopo i 200 chilometri di corsa. L'ho provata anche prima della Tre Valli, anche dietro motore: confermo questa impressione. Squadra forte, guidata da Basso e Cunego che alla Vuelta hanno gareggiato molto bene".