Tuesday 07 September 10 - 04:26

La Mostra di Venezia tra Monicelli e la fantascienza cinese

Preapertura con "La grande guerra", in chiusura l'anteprima internazionale dell'opera di Fruit Chan. In anteprima mondiale tra i fuori concorso, Sylvestr Stallone, Joe Dante, Peter Greenaway.

Questa sera all’Arena di Campo San Polo c’è la preapertura della 66a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. L’occasione è offerta dalla proiezione di "La grande guerra" di Mario Monicelli, 1959, con Alberto Sordi e Vittorio Gassman nei panni dei militi Oreste Jacovacci e Giovanni Busacca, nella versione lunga che è stata ricostruita dalla Cineteca Nazionale sotto la supervisione del grande direttore della fotografia Giuseppe Rotunno. Cinquant’anni esatti dal Leone d’Oro assegnato a Venezia all’opera di Monicelli ex-aequo con "Il generale Della Rovere" di Roberto Rossellini. "A partire dai materiali conservati dalla Cineteca Nazionale, con la supervisione di Giuseppe Rotunno, si è lavorato per ritrovare il tono fotografico voluto dal regista Mario Monicelli e dallo stesso Rotunno: un bianco e nero che ricordasse l'iconografia d'epoca, dai primi reportage di guerra alle foto ricordo dei soldati in partenza per il fronte", viene ufficialmente spiegato.
Un lavoro meticolosissimo di restauro che ha puntato a restituire i particolari toni di luce ispirati alle immagini di repertorio filmate al fronte e alle fotografie d’epoca. Come specifica Rotunno, "siamo intervenuti nei processi di sviluppo e stampa per recuperare in parte il forte contrasto e le grandi differenze di densità luminosa che esistevano nelle riprese in interni dal vero legate agli esterni, salvando il difetto di sovraesposizione delle zone esterne. Con Monicelli decidemmo di fotografare anche gli attori principali senza quelle particolari attenzioni che si usano di solito, illuminandoli per farli spiccare». Lavoro di sottrazione di luce per esaltare il realismo, in perfetta linea estetica e ideale con Monicelli che volle girare il film "con un tono povero, vecchio, sporco, in cui risaltino, più che le luci, i sentimenti umani".
Per la chiusura della Mostra (in prima mondiale il 12 settembre dopo la cerimonia di premiazione), fuori concorso, è invece annunciato il primo film di fantascienza della Cina, "Chengdu, wo ai ni", firmato da Fruit Chan e dalla celebre rockstar "alternativa" Cui Jian. "Il film intesse due storie, entrambe ambientate nella metropoli di Chengdu, dove la vita appare remota e strana anche ai cinesi di fuori: una commedia satirica all’epoca del grande terremoto di Tangshan del 1976 e un racconto fantascientifico ‘alla Matrix’ che ci regala uno sguardo sulla Cina del 2009".
Fruit Chan realizza l’opera prima nel 1991, "Finale in Blood", un horror psicologico dominato dal ricatto e dall’adulterio. Nel ’97 esce "Made in Hong-Kong" (premio speciale a Locarno), quindi nel ’98 "The Longest Summer", film di gangster, nel ’99 vince a Locarno il Pardo d’ argento con "Little Cheung" e nel 2000 è in concorso a Venezia con la prima parte della "Trilogia della prostituzione" "Durian Durian" che vedrà nel 2001 il secondo capitolo "Hollywood Hong Kong". Ci sarà ancora un trittico horror, "Three…estremes", che presenta a Venezia una prima parte intitolata "Dumplings".
Altro momento centrale della 66a Mostra sarà l’assegnazione a Sylvester Stallone dello "Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker Award", premio istituito da Venezia e dedicato ad una personalità che ha lasciato una traccia importante nella storia del cinema, già assegnato a Takeshi Kitano, Agnès Varda e Abbas Kiarostami. Proiettato anche "Rambo-Director’s Cut". Sylvester ha così accolto questa versione del suo classico: "Sono molto felice, perché vorrei che il director’s cut fosse l’edizione definitiva. Il problema nel distribuire un film, è che quando lo rivedi un anno dopo o più tardi, ti accorgi delle possibilità sprecate, perché la prima volta non hai fatto attenzione a causa della fretta nel lavoro. Il nuovo montaggio nasce da una maggiore passione nel seguire la fisicità del film".
Tra le anteprime mondiali non in competizione, da segnalare in particolare, nella sezione Orizzonti, The Movie Orgy-Ultimate Version" di Joe Dante, nuova versione di 280’ del film di montaggio "cult" realizzato dal nel 1968, appassionato omaggio ai B-movies dei ’50 e ’60. Poi "The Marriage" di Peter Greenaway in Orizzonti Eventi, dcedicato all’opera pittoria ci Veronese "Le Nozze di Cana", e "Great Directors" (Orizzonti Eventi) della regista Angela Ismailos, omaggio a protagonisti del cinema moderno e contemporaneo quali Bernardo Bertolucci, Liliana Cavani, Stephen Frears, Ken Loach, David Lynch, John Sayles, Agnès Varda, Richard Linklater, Catherine Breillat, Todd Haynes.

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