Tuesday 07 September 10 - 04:13

Mezzo secolo di "Tutto il calcio minuto per minuto"

Il racconto oltre l'immagine

Correva l’anno 1959, era un’altra Italia, un paese che appare, ai nostri occhi, lontano anni luce dall’attuale contemporanea comunità nazionale. Dagli studi della Rai (Radiotelevisione italiana), Centro di produzione televisiva di Milano, in Corso Sempione, nasceva il programma radiofonico più rivoluzionario che si poteva immaginare: "Tutto il calcio minuto per minuto".

L’idea venne a Guglielmo Moretti, all’epoca capo della redazione sportiva, a Roberto Bortoluzzi, che ne divenne il conduttore dallo studio centrale, e a Sergio Zavoli, all’epoca capo delle radiocronache. I primi esperimenti avvennero all’inizio della stagione calcistica 1959-1960; il debutto il 10 gennaio 1960. Da allora per cinquant’anni le voci, divenute amiche e mitiche, accompagnarono gli anni romantici del calcio nazionale, oltre la deriva del business e dello svincolo, del football milionario e dei crack finanziari, delle ricorrenti calciopoli (anni Ottanta e 2006), sempre accanto ai romantici del pallone.

Così come i nostri padri sognavano e immaginavano le sfide sul Pordoi e sul Galibier tra Coppi e Bartali, ascoltando la voce di Mario Ferretti, la nostra generazione ricostruisce, attraverso la fantasia del fanciullo, le rovesciate di Riva, le parate di Zoff, i colpi di testa di Bettega, la foglia morta di Mario Corso.

Nelle vetuste sale dei bar di provincia, nelle radio transitor di mariti a passeggio a braccetto di mogli annoiate e stupite, per mezzo secolo, Enrico Ameri dal campo centrale, interrotto dal collega Sandro Ciotti, con la sua inconfondibile cadenza roca hanno fatto sognare, gioire, piangere e imprecare gli sportivi e i tifosi di tutti i colori. Erano qualcosa di più che giornalisti, erano i narratori del calcio metafora della vita: dei successi e delle sconfitte, dei calci di rigore in tribuna e dell’esultanza per il campionato vinto, come se fosse uno scudetto distribuito a milioni di radioascoltatori in modulazione di frequenza.

All’inizio i collegamenti si effettuavano a partire dal secondo tempo, prima voce Nando Martellini, che in seguito sarebbe diventato il cantore del calcio televisivo ereditando la sedia del mito Nicolò Carosio. I campi collegati erano solo quattro, il principale ad Ameri, il secondo a Ciotti, poi Alfredo Provenzali, l’attuale conduttore e unico sopravvissuto dall’alba degli anni Sessanta, e infine Ezio Luzzi, il mago della serie B. E poi Foglianese, Dalla Noce, Claudio Ferretti, Boscione, Giannini, Pasini, Bubba, ognuno a raccontare le reti, i dribbling, i risultati dalle città di provincia e dai campi lontanissimi dalle cattedrali metropolitane (San Siro, l’Olimpico, il San Paolo). Tutto sembrava incredibilmente fantastico, le interruzioni per i goal, i lunghi silenzi per sapere se la Juve era passata in vantaggio nel vecchio Comunale o a San Siro era stato decretato un rigore nel derby della Madunina. Il gran regista Bortoluzzi (nella foto in alto, poi sotto Ameri e Ciotti) dallo studio che sciorinava risultati dai campi non collegati, la B, la C e altro ancora in modo aulico quasi fosse un rosario o una messa cantata.

La prima generazione ha resistito fino ai Mondiali del 1982, poi il calcio in televisione ha travolto tutto, sono iniziati i processi e i cabaret, il bar sport e le risse, ma "Tutto il calcio" non è morto, si è adattato e trasformato, ha cambiato le voci, è riuscito a raccogliere ancora consenso e ascoltatori grazie alla nuova primavera della radiofonia. In tanti, radio libere e private, l’hanno copiato, clonato, assorbito, ma i suoi ritmi, la sua poesia nessuno è stato in grado di eguagliarla nel tempo.

I nomi dagli anni Novanta che l’hanno riportato, nonostante pay tv e ogni sorta di trasformazione tecnologica, sono quelli di De Luca, Valentini, Paolo Carbone e Rino Icardi, Luigi Coppola, Emanuele Dotto e Nesti, fino a Giulio Delfino, Filippo Corsini e Riccardo Cucchi, l’Ameri del terzo millennio. I nomi sarebbero tanti e molti sarei in grado di dimenticarli; le voci, come fu per i volti di Novantesimo Minuto, indimenticabili. Auguri vecchio e sempre giovane... Tutto il calcio... Scusa Ameri....

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