Tuesday 07 September 10 - 04:34

La Disney Pixar alla Mostra di Venezia, "verso l'infinito e oltre"
Leone d'oro alla carriera al regista John Lasseter, "Toy Story" e "Toy Story 2" in 3D, le ultime novità mondiali dei Pixar Animation Studios. La richezza straordinaria del "cinema italiano ritrovato" nella retrospettiva 'Questi fantasmi 2".
La prima mondiale di "Toy Story" e "Toy Story 2" in 3D; uno sguardo sempre in prima mondiale al futuro della Disney•Pixar con le sequenze in esclusiva del film di Natale "The Princess and the Frog"; una irripetibile Disney•Pixar Animation Masterclass. Queste le iniziative organizzate dalla 66a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2-12 settembre) previste per domenica 6 e lunedì 7 settembre in occasione della consegna del Leone d’oro alla carriera a John Lasseter alla presenza dei registi della Disney•Pixar. Il Leone d’oro alla carriera sarà consegnato a John Lasseter il 6 settembre alle ore 17, nel corso di una speciale cerimonia nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, alla presenza dei registi Disney•Pixar Brad Bird, Pete Docter, Andrew Stanton e Lee Unkrich.
"Tutti noi della Pixar siamo estremamente grati e onorati di ricevere questo speciale riconoscimento dalla Mostra di Venezia", ha dichiarato John Lasseter. "Questo è un momento straordinario per i Pixar Animation Studios, perché festeggiamo l’uscita del nostro decimo lungometraggio, "Up", e le prossime prime mondiali di ‘Toy Story’ e ‘Toy Story 2’ in Disney Digital 3D. Sono orgoglioso dei team di registi che abbiamo sia alla Pixar, sia ai Disney Animation Studios, e della loro capacità di spingersi oltre i confini del cinema raccontando sempre storie nuove e originali, e creando personaggi memorabili per gli spettatori di tutto il mondo".
Secondo il regista Andrew Stanton, autore di "Alla ricerca di Nemo" e "WALL-E", "la Pixar non è come tutti gli altri Studios, e siamo incredibilmente orgogliosi dei dieci film che abbiamo realizzato dal debutto di ‘Toy Story’ nel 1995. Siamo costantemente alla ricerca di storie nuove ed emozionanti da raccontare, e di modi inediti e appassionanti per divertire il pubblico".
Peter Docter, il regista di "Up" e "Monsters & Co.", ha aggiunto: "John Lasseter e Ed Catmull hanno creato alla Pixar un ambiente ideale per i registi, e uno Studio in cui la creatività è coltivata e le idee per le storie hanno il tempo necessario per essere esplorate e sviluppate al meglio. Lavorare ad ‘Up’ è stata un’esperienza fantastica. E’ davvero gratificante vedere i critici e gli spettatori rispondere in modo così positivo alla nostra spericolata ed emozionante avventura".
Diretto da John Lasseter, "Toy Story" (1995) è stato il primo lungometraggio d’animazione completamente realizzato al computer, e il primo lungometraggio prodotto dai Pixar Studios, ed è stato seguito da "Toy Story 2" (1999), sempre diretto da Lasseter. Ora, portando le ultime frontiere della tecnologia digitale in 3D "verso l’infinito e oltre," i due film sono stati accuratamente trasformati in 3D a partire dai file digitali originali.
Inoltre sempre il 6 settembre alle 17 in Sala Grande avremo in prima mondiale uno sguardo esclusivo a "The Princess and the Frog", atteso ritorno della Disney all’animazione tradizionale disegnata a mano. Diretta da Ron Clemens e John Musker, questa nuova trasposizione della classica favola dei fratelli Grimm si svolge nella New Orleans degli anni Venti. Il film arriverà nelle sale a novembre 2009. L’omaggio agli autori e all’avventura della Disney•Pixar includerà anche una retrospettiva con le proiezioni di "Alla ricerca di Nemo" ("Finding Nemo", 2003) di Andrew Stanton e "Gli Incredibili" ("The Incredibles", 2004) di Brad Bird, oltre alla prima italiana di "Up" di Pete Docter.
Poi il 7 settembre, in Sala Perla, John Lasseter, Brad Bird, Pete Docter, Andrew Stanton e Lee Unkrich terranno la Disney•Pixar Animation Master Class sulla storia della Pixar, in cui i registi ripercorreranno le tappe della pionieristica avventura nell’animazione della Pixar attraverso i loro film. I registi parteciperanno anche a un Panel, seminario riservato a giovani animatori italiani ed europei, studenti di cinema e specialisti del settore, in cui racconteranno i loro percorsi personali, le loro particolari influenze e la loro visione sul cinema d’animazione.
Un'altra importante novità della 66a Mostra: nuovamente dedicata alla straordinaria ricchezza della nostra produzione cinematografica, stavolta verso i territori eccentrici, popolari e del divismo femminile, sarà la retrospettiva intitolata ‘Questi fantasmi 2: cinema italiano ritrovato’, una trentina di opere tra gli anni ’40 e gli anni ’80. La retrospettiva di Venezia del 2008 ‘Questi fantasmi: cinema italiano ritrovato (1946-1975)’ è stata una prima incursione nei sotterranei del nostro cinema, ora si prosegue con una "vera e propria campagna di scavi archeologici, alla ricerca non tanto di singoli capolavori nascosti, quanto piuttosto degli elementi per disegnare più esattamente la mappa di una delle più grandi cinematografie del mondo".
- Film "eccentrici". Tra la consapevole compostezza del cinema d’autore e l’inconsapevole sciatteria spesso tipica dei generi, emergono a tratti eccentricità rivendicate, film eccessivi non solo per le storie che raccontano, ma anche sul piano del visivo, che derivano il loro fascino dall’essere in se stessi la loro parodia, da "Cenerentola e il Signor Bonaventura" di Sergio Tofano (1941) a "Temporale Rosy" di Mario Monicelli (1980).
- Film "per il popolo". Se il canone neorealista ha proposto sostanzialmente film "sul popolo", negli stessi anni vengono realizzati veri e propri film "per il popolo" sul doppio registro della farsa o del melodramma sociale, per raccontare in diretta il pianto e il riso quotidiani, cronache senza ambizione di passare alla storia, e dunque capaci talvolta di guardare le contraddizioni senza il filtro dell’ideologia. Vere e proprie riscoperte, sia sul piano storiografico che spettacolare sono film come "Uno tra la folla" (1946), eroicomica ricostruzione del passaggio tra la Repubblica di Salò e la Liberazione, con Eduardo De Filippo e Carlo Campanini, messa in scena da Ennio Cerlesi e Piero Tellini (noto come grande sceneggiatore di film come "Quattro passi tra le nuvole" o "Cronaca di un amore"), ma da riscoprire anche come regista. Oppure "Donne senza nome" (1950) di Geza von Radvany, fratello del celebre scrittore ungherese Sandor Marai, girato nel 1950 e ambientato - come l’inizio di "Stromboli" di Rossellini - in un campo di internamento femminile per apolidi.
- Film "delle dive". Quando François Truffaut definisce il cinema "l’arte di far fare delle belle cose a delle belle donne", aveva forse in mente anche il cinema italiano, che ha avuto uno star system al femminile unico al mondo, creato da grandi produttori che hanno offerto a grandi registi la possibilità di portare sullo schermo grandi dive: da Silvana Pampanini in "Noi cannibali" di Leonviola (1953), a Rossana Podestà in "Le ore nude" di Marco Vicario (1964), da Giovanna Ralli in "Carmen di Trastevere" di Gallone (1963), a Claudia Cardinale in "La viaccia" di Mauro Bolognini (1961).
Continuerà anche la riproposizione di "classici dimenticati" come "La ragazza in vetrina" di Luciano Emmer (1961), "La fiamma che non si spegne" di Vittorio Cottafavi (1949), "Nella città l’inferno" di Renato Castellani (1959, e la "scoperta" di film d’autore della "nouvelle vague all’italiana", come "Morte di un amico" di Franco Rossi (1959), con la collaborazione alla sceneggiatura di Pasolini, "Un eroe del nostro tempo" (1960) di Sergio Capogna. Mentre, nei 50 anni della "Dolce vita", si è scelto di riproporre un "Fellini dimenticato", il fratello di Federico, Riccardo Fellini, con il suo film "Storie sulla sabbia" (1963).
"I film presentati, come lo scorso anno, sono oggetto di un accurato lavoro di preservazione e talvolta di restauro - puntualizza l’organizzazione della Mostra - e dopo Venezia saranno proiettati nel circuito culturale in Italia e all’estero, offrendo una nuova vita ai film del passato, e al pubblico di oggi la possibilità di farsi raccontare dal cinema la propria storia. Storia di fatti, persone, sentimenti, emozioni e idee. ‘Questi fantasmi 2’ rappresenta la continuazione ideale del lavoro iniziato dalla Mostra nel 2004, e che da allora ha rilanciato con successo il recupero del cinema italiano invisibile (Italian Kings of the Bs; L’underground italiano; Casanova sullo schermo; Omaggio a Fulvio Lucisano; Centenario Rossellini, Soldati, Visconti; Western all’italiana; Questi fantasmi: cinema italiano ritrovato (1946 - 1975), accanto ai cantieri internazionali della ‘Storia segreta del cinema asiatico’ nel 2005 e della ‘Storia segreta del cinema russo’ nel 2006".
Nelle foto: John Lasseter e un'immagine da "The Princess and the Frog".