Friday 10 September 10 - 00:26

Che nostalgia di quei "Gangster a Broadway"!

Billy Wilder, Frank Capra, Howard Hawks sono dietro ad ispirare la brillante, elegante e stilizzata pièce teatrale di Dante Dalbuono.

"Certo…il teatro è il teatro ed il cinema è il cinema! Se è vero che il secondo ha attinto molto (soprattutto agli esordi) dal primo, è indubbio che le arti si guardino e si ascoltino fra loro. Quando c’è una storia da raccontare, c’è un linguaggio appropriato per esprimerla (questa è l’Arte); quando le proprietà di quel linguaggio si liberano, le domande comprese e svelate in quel racconto trovano risposte impensabili (questo è il Genio). Avevo voglia di "raccontare" e quando ho incontrato una storia che aveva una sua nobile "spina dorsale" ho colto l’occasione di mettere in scena anche quel che avevo da dire. Così è nato l’interesse che ha portato a ‘Gangster a Broadway’, con quella voglia di divertirsi, quell’innamoramento per la commedia hollywoodiana dei Capra, Simon, Wilder, Allen e quell’Amore d’Artista che ho per il Teatro. In tale commedia ritmo e atmosfera fine anni ’30 sono davvero congeniali per rendere non solo il gusto del ridere ma anche l’evocazione di una risata antica che non smette di appartenerci. Questi personaggi li conosciamo, li abbiamo già visti, eppure non smettono di strizzarci l’occhio per portarci dentro la loro storia. Mi è piaciuto farmi sedurre da loro, farmi portare in un altro mondo".
Dante Dalbuono, regista teatrale, genovese, oltre dieci anni di attività registica su lavori di Eduardo, Molière, Pirandello, Marivaux, Scarpetta, firma con queste seducenti dichiarazioni la regia dello spettacolo "Gangster a Broadway" che, dopo la prima al Teatro Fellini di Rozzano, continua il suo tour presentandosi a Milano venerdì 15 e sabato 16 maggio al Teatro Ariberto e il 16 giugno al Teatro Nuovo di piazza San Babila. La realizzazione è affidata alla Panvil Productions. "Se l’incontro con grandi artisti - ci dice ancora Dalbuono - mi ha aiutato a condividere il significato di una parola come Arte, così nello stesso incontro con grandi registi mi ha svelato le potenzialità del palcoscenico e della macchina da presa. Attraversi il racconto teatrale si sviluppano rapporti umani e di relazioni tra attore-personaggio e personaggio-pubblico che molto hanno a che fare con i colori di Van Gogh o gli spazi di Lucio Fontana. Credo che nell’Arte ci sia il senso più profondo dell’essere uomini".
Siamo nell’America del ’29, Grande Depressione. Un commediografo cerca un finanziatore per un suo spettacolo, s’imbatte in un gangster che vorrà finanziarlo a patto che la sua donna, una ex stella del teatro, possa far parte dello spettacolo per cercare di tornare a brillare. Ma a contatto con la vita e le dinamiche del teatro, sarà invece la sua guardia del corpo a scoprire di possedere autentico talento artistico, molto più puro di quello del regista, modificando ed esaltando la commedia in una parabola sul talento. Davvero una guardia del corpo "genio della drammaturgia".
Ci sono dei maestri immortali del cinema americano alla base dell’ispirazione di Dante Dalbuono: citiamo ovviamente Billy Wilder, Howard Hawks, Frank Capra, i Marx Brothers, fino a Woody Allen. Il regista specifica: "La struttura dei loro film mi ha consentito di restare nei confini della pièce teatrale, mettendoci però dentro qualcosa di quei maestri irraggiungibili. ‘Gangster a Broadway’ è una sorta di omaggio personale al cinema e al teatro allo stesso tempo, uno spazio divertito e divertente per sorridere di cose serie".

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