Tuesday 07 September 10 - 04:23

Sempre grazie, genio Burt!

Il maestro Bacharach, a 80 anni, non ha paura di mettersi ancora in gioco, è stato a Sanremo, continua a fare tournée, con una vena ispiratrice e creativa inesauribile. Le sue musiche e canzoni fanno parte della storia.

L’ultimo Festival di Sanremo e la recente uscita del bel libro di Giampiero Vigorito "The book of love" ci forniscono lo spunto per parlare di uno dei grandi geni della musica contemporanea: Burt Bacharach.
Il maestro ha prodotto ed arrangiato la canzone "Come ogni ora" cantata da Karima e si è presentato a Sanremo per accompagnarla al pianoforte. Un grande onore! Un onore che Bacharach sia venuto al Festival, un onore che abbia (in pratica) partecipato alla gara.
Un onore che non tutti hanno apprezzato. Ci saremmo aspettati, da parte del pubblico sanremese, un’accoglienza trionfale, standing ovation ed applausi senza fine. Ed invece ha avuto un riscontro simile se non inferiore a Gigi D’Alessio (sic).
Il grande Burt, nonostante gli 80 anni suonati, non ha paura di mettersi ancora in gioco. Potrebbe starsene tranquillamente a casa a godersi i proventi derivati dai diritti d’autore, ed invece… Collabora sia con artisti affermati che sconosciuti, sia popolari che di nicchia. E continua a fare tournée.
Centinaia di artisti di tutto il mondo continuano ad incidere cover delle sue canzoni e da cinque decenni la sua musica è la colonna sonora della vita di milioni di persone. I suoi record: 3 Oscar, 7 Grammy, 66 canzoni nella Top 40, 28 nella Top 10, 6 al numero 1.
Queste canzoni, che nella maggior parte dei casi si avvalgono dei testi di Hal David, sono parte rilevante della storia della musica pop e fanno ritenere Bacharach "il più grande genio della musica pop".
Le donne hanno avuto un peso rilevante nella sua vita privata ed artistica, che spesso si sono intrecciate. Le quattro mogli, la figlia Nikki (scomparsa nel 2007), Marlene Dietrich della quale è stato giovane direttore d’orchestra, le sue cantanti: la musa Dionne Warwick, Dusty Springfield, Cilla Black, Aretha Franklin, Jackie Deshannon
A metà degli anni 80 la critica lo considerava, ormai, un artista in declino e così la sua musica ‘lounge music’ (o più sprezzatamene "musica da ascensore"). Ma negli anni 90 la sua arte è stata riscoperta dagli alfieri del britpop tra i quali i Blur e gli Oasis. Questi segni di stima ed ammirazione hanno rivitalizzato oltre all’uomo anche l’artista.
L’incontro con Elvis Costello (li vediamo insieme nella foto) è il momento culminante che segna la rinascita dell’artista Bacharach. Al primo incontro Elvis gli dichiarò la sua ammirazione fin da quando era bambino e lo stupì dicendogli: "Sarei in grado di fare un intero concerto con le tue canzoni… Ne conosco a memoria almeno 25, alcune non le ricordi nemmeno tu". Nasceva una grande amicizia, ma soprattutto nasceva il disco "Painted from memory" (1998): un autentico capolavoro, uno dei migliori dischi, in assoluto, degli ultimi vent’anni. Bacharach, contrariamente ad alcuni "grandi vecchi" della musica, dei quali continuiamo a ricordare sempre e solo i successi degli anni 60/70, dimostrava che la sua vena ispiratrice non si era esaurita.
Sono sempre stati tanti gli artisti che hanno inciso cover del maestro, ma negli ultimi anni alcuni sono inaspettati: dai White Stripes ai Fountain of Wayne, da Paul Weller a Rufus Wainwright, dai Blur agli Oasis. Noel Gallagher, leader degli Oasis, ha dichiarato: "Se non convinci una donna a venire a letto con te dopo aver ascoltato un pezzo di Burt vuol dire che non ne valeva la pena".
E il virus si diffonde. Come negli anni 60 ai tempi del disco "Motown salutes Bacharach", non si contano più gli artisti che incidono cover di "Close to you", "Alfie", "The look of love", "I just don’t know what to do with myself", "Walk on by".
Il suo grande pregio è stato quello di riuscire a creare uno stile unico e sofisticato, una pozione magica in cui fondere jazz e pop, musica brasiliana e orchestrazioni raffinate. E far sembrare tutto ‘easy’ dove non lo è affatto!
Ascoltando una delle sue raccolte di successi si ha la sensazione (quasi senza accorgersene) che quelle canzoni facciano parte della vita, della storia, del dna delle persone. Provate! Vi ritroverete a dire: "Non ricordavo che questa canzone fosse di Bacharach!". Un esempio? "Tower of strenght" di Gene Mc Daniels resa famosa in italiano come "Stai lontana da me" da Celentano … Si, è di Bacharach.
La mia canzone preferita? Scelgo "Raindrops keep falling on my head" nell’interpretazione di BJ Thomas. Perché in ogni sua sfaccettatura c’è l’espressione del genio. Già ai primi accordi di chitarra ti assalgono un’emozione, una gioia, un buon umore da far svanire tutti gli eventuali cattivi pensieri. La genialità della musica si fonda con quella delle parole di Hal David. Come definire diversamente il fatto che l’interprete si rivolga al sole, lamentandosi di non svolgere bene la sua attività, di dormire sul lavoro "sleeping on the job". E nel finale sembra iniziare una nuova canzone con una melodia completamente diversa: geniale. E non fu un genio il regista George Roy Hill che nel film "Butch Cassidy and Sundance Kid" - un western - girò una scena in cui Paul Newman e Katharine Ross corrono felici in sella ad una bicicletta sulle note di "Raindrops"?
Uno dei tanti esempi in cui la sua genialità ha esaltato, ha stimolato quella degli altri.
Burt Bacharach, IL GENIO!

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