Tuesday 07 September 10 - 04:35

Louise e Michel: due killer on the road
La gustosa favola nera Louise-Michel, dei registi francesi Gustav de Kervern e Benoît Delépine descrive con uno sguardo surreale e molto divertente la crisi economica i vizi della moderna società.
In una nuvolosa mattina le operaie di una fabbrica tessile francese nella bucolica Picardia arrivano come ogni giorno al lavoro per scoprire che al di là del cancello lo stabilimento è stato smantellato completamente durante la notte: la fabbrica è vuota, così come le prospettive di futuro. Viene indetta un’assemblea, e dopo una prima incertezza sul da farsi e alcune banali proposte - facciamo un calendario e lo vendiamo - su come affrontare la situazione, decidono all’unanimità di accogliere la proposta della collega Louise: assoldare un killer e uccidere il padrone per vendicare il tradimento subito. Louise si incarica di trovare il killer e assolda il grasso, goffo e pasticcione Michel.
Fin dal primo incontro il film prende una piega che strizza l’occhio ai fratelli Coen con battute fulminanti, scambi di ruoli, situazioni al limite, trascinando lo spettatore in un vortice di avventure tragicomiche fino all’imprevedibile finale.
Dopo un primo tentativo fallito per un errore di persona, l'improbabile coppia formata da Louise e Michel (il film è dedicato a Luoise Michel, anarchica vissuta nell’Ottocento, femminista ante litteram e spirito libero) comincia un viaggio alla ricerca del padrone, che li porterà prima a Bruxelles, poi nell'aristocratica Inghilterra, lasciandosi alle spalle una scia di cadaveri, errori marchiani e gustose contrapposizioni di pensieri "deboli". Tra dialoghi surreali e situazione paradossali questi grotteschi Bonnie & Clyde iniziano un viaggio che attraversa metaforicamente il nostro tempo e aprono loro malgrado - il loro scopo è alla fin fine solo quello di uccidere il "padrone" - uno squarcio sulla crisi economica, i manager rampanti, la globalizzazione, le segretarie perfette, le multinazionali. Ognuno dei personaggi che Louise Michel incontrano sulla loro strada è l'esasperata caricatura di un vizio - e di un vezzo - dei nostri tempi.
Tanto è laconica e silenziosa Louise Ferrand, una strepitosa Yolande Moreau, attrice pressoché sconosciuta al di fuori del cinema francofono, quanto è logorroico Michel Pinchon, l’altrettanto divertente e bravo Bouli Lanners: e questo è solo uno degli indizi disseminati dai registi Gustav de Kervern e Benoît Delépine, autori anche della brillante sceneggiatura, per farci capire che non tutto è come sembra in questa scombiccherata coppia.
Un cocktail di sarcasmo e cattiveria, che mette alla berlina la società dell’apparire attraverso un contorno di personaggi grotteschi tanto quanto i due risibili protagonisti, e che trova il suo punto di maggiore forza nei dialoghi semplici, al limite della ripetitiva banalità di chi ha un vocabolario limitato e un eloquio ridotto dall'ignoranza.
Il film è divertente, geniale, perfido con un piccolo cameo di Mathieu Kassowitz, nel ruolo del proprietario "alternativo" di una fattoria, che del film è anche produttore e la gustosa appendice che segue i titoli di coda e che potrebbe perfino essere il preludio ad un sequel.

ADA GUGLIELMINO