Tuesday 07 September 10 - 04:19

Ozu e Robbe-Grillet, essenza dei rapporti e rivoluzione del senso
Al Museo Nazionale del Cinema di Torino le personali di due maestri diversissimi ma entrambi centrali nell'arte filmica contemporanea.
Il Museo Nazionale del Cinema di Torino propone nella sala del Massimo in rapida successione le personali complete di due autori diversissimi ma centrali nel cinema contemporaneo: il grande maestro giapponese Ozu (dal 27 al 31 marzo) e il francese Alain Robbe-Grillet (dal 1° al 6 aprile).
"Racconti di Tokyo. Ozu Yasujiro restaurato" è l’omaggio ad uno dei più grandi registi della storia del cinema giapponese con 6 film recentemente restaurati da Carlotta Films e selezionati tra quelli del suo ultimo periodo di produzione filmica.. La rassegna è organizzata in collaborazione con la Cineteca del Comune di Bologna.
Yasujiro Ozu (1903-1963), esponente del cinema realista giapponese, inizia la sua formazione nel 1922 come assistente operatore presso gli Studios Shochiku di Kamata a Tokyo. Considerato l’artefice di un cinema dallo stile raffinato e essenziale, col tempo si allontana dalle influenze del cinema europeo e americano, rimanendo fedele al cinema muto delle sue origini. È del 1958 il suo primo film a colori, "Fiori d’equinozio". Oggetto della suo ultimo periodo creativo è la disgregazione del sistema famigliare giapponese, che rivela un tono melanconico e pessimista. Al centro delle sue opere viene posta la relazione genitori/figli, colta attraverso uno sguardo orientato a registrare la complessità dell’animo umano. Una complessità fatta di gioie, drammi, amori, separazioni, tenerezze e amarezze della vita, sullo sfondo di quello che è il processo di modernizzazione del Giappone.
Estate precoce
Bakushû
Giappone 1951, 124’, b/n, v.o. sott.it
La famiglia Mamiya è composta dai due nonni, dal figlio più grande Koichi e dalla moglie Fumiko, dai due nipotini e dalla sorella di Koichi, Noriko. Durante la visita di un fratello del nonno, Noriko, ancora nubile, riceve la proposta di matrimonio da un uomo d’affari di mezza età. Una sera, però, tornando a casa, passa a salutare la madre di Yabe, un collega di lavoro più giovane di Koichi. Nel corso della conversazione, Yabe si lascia sfuggire che avrebbe desiderato vedere suo figlio sposato con Noriko. Qust’ultima, cogliendo tutti di sorpresa, accetta la proposta.
Il sapore del riso al tè verde
Ochazuke no aji
Giappone 1952, 115’, b/n., v.o. sott. it.
Taeko è sposata con Mokichi, dirigente d’azienda e uomo semplice e tranquillo. La loro vita coniugale appare sempre più noiosa alla donna che, ad un certo punto, decide di allontanarsi per un po’. Il giorno dopo Mokichi, ricevuta la notizia che deve partire immediatamente per un viaggio d’affari in Uruguay, spedisce un telegramma alla moglie, che però non si presenta all’aeroporto. La donna torna a casa qualche ora più tardi e, la sera stessa, ritrova il marito, che non è potuto partire a causa di un guasto all’aereo. Mentre osserva Mokichi mangiare il riso al tè verde, Taeko si rende conto di aver frainteso le vere qualità del marito.
Viaggio a Tokyo
Giappone 1953, 136’, b/n, v.o. sott.it.
Una coppia di anziani decide di lasciare la provincia e fare un viaggio a Tokyo, in visita ai figli che lavorano e vivono lì. A loro sembra una splendida idea per riunire la famiglia, ma ad attenderli trovano solo un muro di indifferenza. Dei loro figli, due - uno medico e l'altra parrucchiera - sono incalzati dal lavoro e dal ritmo frenetico della città, non hanno tempo per loro e li trattano con freddezza e distacco. Solo una delle nuore, la vedova del figlio più piccolo, morto in guerra, sembra avere il piacere di trascorrere del tempo con i due anziani. Per il fine settimana i figli regalano loro una vacanza in una località turistica, per allontanarli e potersi godere in pace il tempo libero. La coppia, consapevole di aver perso l'unità familiare, tornerà delusa a casa, dove li aspetta la morte.
Crepuscolo di Tokyo
Tokyo Boshoku
Giappone 1957, 140, b/n., v.o. sott.it.
Una sera, rientrando a casa, il vecchio Shukichi trova la figlia Takako che ha deciso di abbandonare il marito. Nel frattempo Akiko, la sorella più giovane di Takako, ha scoperto di essere incinta ma il giovane con cui ha avuto una relazione non si fa trovare. Decisa ad abortire, Akiko si fa assalire da mille dubbi fino a quando, in preda all’angoscia, finisce sotto un treno. Takako, a questo punto, decide di tornare dal marito perché la sua bambina possa crescere con l’affetto di entrambi i genitori.
Fiori d’equinozio
Higanbana
Giappone 1958, 118’, col., v.o. sott.it.
Hirayama è un ricco uomo d’affari, sposato con Kiyoko e padre di due figlie ancora nubili. L’uomo, che pubblicamente assume un atteggiamento moderno e liberale, rivela il proprio volto conservatore fra le pareti domestiche. Infatti si oppone al matrimonio della figlia Setsuko con un giovane scelto liberamente. I contrasti tra padre e figlia si intrecciano alle vicende e ai problemi, in cui Hirayama si lascia coinvolgere come mediatore. Proprio grazie al contrasto tra Sasaki e la figlia Yukiko, in perenne lite sul problema del matrimonio, Hirayama è posto di fronte alle sue stesse contraddizioni.
Il gusto del sakè
Sanma no aji
Giappone 1962, 112’, col., v.o. sott.it.
Nella zona industriale di Kawasaki, Shuhei Hirayama, ex dirigente d'azienda e vedovo, vive tranquillamente con la ventiquattrenne figlia Michiko e il minore dei figli maschi. Quando si rende conto che Michiko sta sacrificando la sua vita per lui, Shuhei decide di darla in sposa. Dopo la cerimonia, confortato da una copiosa bevuta di sakè, rientra a casa sua, malinconicamente rassegnato alla solitudine. Ultimo film di Ozu e il sesto a colori. Ritroviamo qui il rapporto tra padre e figlia che già aveva analizzato in Tarda primavera e Tardo autunno, ma con significative varianti.
Alain Robbe-Grillet è stato il capofila letterario del Nouveau Roman francese e dal 1961 al 2006 ha realizzato nove film che rappresentano la proposta radicale di nuove forme di narrazone, opere - come ci ricordano i curatori della personale Claudio Di Minno e Caterina Taricano - "en train de se faire" , continuamente "in corso di realizzazione", che chiamano in causa attiva lo spettatore nel suo sforzo percettivo, intellettivo, di complice partecipazione al "gioco" e alla finzione chiaramente denunciata e mostrata. Realtà e finzione strettamente intrecciate, messa in discussione della "forza" dell’identità, linee offuscate tra il vero e il falso, decadimento di ricchezza e forza individuatrice del mondo delle immagini che ci assorbono, un cinema rivelativo della finzione stereotipata e non oltrepassabile che ci inchioda: Robbe-Grillet mette in discussione in maniera fantasmatica e spiazzante la tradizionalità narrativa del cinema. Fin dal classicissimo "L’année dernière à Marienbad", l’opera seconda di Alain Resnais, scritto e sceneggiato da Robbe-Grillet con la messa in crisi radicale dei "logici" canoni cronologici del racconto cinematografico, in un "labirinto in cui il tempo è come abolito": "Tutta la vicenda di ‘Marienbad’ - scrive Robbe-Grillet - non si svolge né in due anni, né in tre giorni, ma esattamente in un’ora e mezzo".
La personale va dall’"Anno scorso a Marienbad" (1961) a "Gradiva" (2006) attraverso "L’immortelle" (1963), "Trans-Europ-Express" (1966), "L’homme qui ment" (1968), "L’Eden et Après" (1971), "Glissements progressifs du plaisir" (1973), "Le jeu avec le feu" (1974), "La belle captive" (1983).