Tuesday 07 September 10 - 04:04

Armin Zoeggeler, lo slittino azzurro ha il suo Cannibale
Nona coppa del mondo e ora Vancouver
Il soprannome "Il Cannibale" gli si attaglia perfettamente, perché se c’è un atleta che non si accontenta mai dei successi ottenuti e fa il possibile per migliorarsi in ogni occasione, questo è lui. Armin Zoeggeler ha 36 anni e a dispetto di un’età che è senz’altro giovane in assoluto, ma non proprio quella di un ragazzino a livello sportivo, è ancora il dominatore incontrastato dello slittino mondiale su pista artificiale.
Lo straordinario Armin a Cesana, dove ha sempre vinto, l'altoatesino ha conquistato la nona Coppa del Mondo: 1'43"115 il suo tempo, con 0"139 di vantaggio sul tedesco Felix Loch, che ha preceduto un altro tedesco, Johannes Ludwig. Quello dell'azzurro è il 49° successo in Coppa.
La sua scalata al vertice è stata lunga e costellata di successi. Il passaggio di consegne, come numero uno di vittorie mondiali, avvenne a gennaio 2007 ad Altenberg, quando approdò a quota 34 e scavalcò il tedesco Georg Hackl e l’austriaco Markus Prock, due veri totem della disciplina, che erano fermi a 33. Di lì in poi la sua escalation è continuata con l’andatura di un carro armato, che guadagna terreno in modo inesorabile e lo sottrae ai malcapitati avversari, che non vogliono arrendersi alla dura realtà della sconfitta, ma non possono fare a meno di accettarla. Altenberg è un nome che ricorre molto nella carriera dell’azzurro, perché proprio in quella località nel 1995 ottenne il primo sigillo in Coppa.
Nella stessa stagione a Lillehammer, in Norvegia, si regalò anche il primo trionfo mondiale. L’anno precedente era stato terzo alle Olimpiadi di Lillehammer, in Norvegia, e agli Europei di Koenigssee, i podi d’esordio nelle grandi manifestazioni internazionali. In tutto in campo continentale ha vinto a Oberhof nel 2004 e a Cesana Pariol nel 2008 ed è stato quattro volte argento e quattro bronzo, considerando anche le competizioni a squadre. Ha fatto molto meglio quando si è gareggiato per l’iride, con cinque ori, due argenti e tre bronzi. Bruciano ancora i sette millesimi che nel 2007, a Igls, in Austria, lo costrinsero a rimanere alle spalle del tedesco David Moeller e il ghiaccio mollo preparato a Oberhof l’anno scorso, che consentì al quartetto della Germania di occupare le prime posizioni della classifica e di relegare Zoeggeler in quinta piazza.
L’altoatesino ha scritto capitoli indimenticabili anche ai Giochi salendo sul podio in quattro edizioni consecutive. Dopo il terzo gradino di Lillehammer, passò sul secondo a Nagano, in Giappone, nel 1998. L’apoteosi arrivò a Salt Lake City nel 2002 e a Cesana Pariol nel 2006, con due prodezze che lo proiettarono sul tetto di Olimpia, dove erano già stati Paul Hildgartner a Sapporo nel 1972 e a Sarajevo nel 1984 e nel femminile le fantastiche Erika Lechner a Grenoble nel 1968 e Gerda Weissensteiner a Lillehammer nel 1994. Nel suo mirino c’è ora Hakl, capace di essere il migliore ad Albertville, Lillehammer e Nagano, e a Vancouver nel 2010 è fissato l’appuntamento per l’aggancio. Ma Armin riesce a essere fenomeno sulle piste senza trascurare il suo ruolo di papà di Nina e Thomas e di marito di Monika. Un cannibale dal cuore d'oro.